Serie B - Altra prestazione deludente

HUPAC SPA BUSTO ARSIZIO 52

TEAM 86 BASKET VILLASANTA 51

BUSTO ARSIZIO: Cappa 2, Nestori, Landoni, Bernasconi 2, De Bernardi 16, Vergea, Di Muzio 6, Rececconi 3, Pogliana 5, Proverbio 3, Silva Dos Santos 11, Castiglioni 4.

VILLASANTA: Zucchi 11, Bassani 8, Rossi C. 12, Contu 8, Rossi R. 6, Pagani 6, Colombo, Berti, Elmedhi, Bonomi. N.e.: Dieng, Raffelli. All. Zucchi.

PROGRESSIONE: 9-5, 17-19, 31-34.

BUSTO ARSIZIO - Lontano dalle mura amiche Villasanta rimedia un'altra prestazione deludente che fa dimenticare il buon piazzamento in classifica e tutti i sogni di gloria, riportando le stesse giocatrici biancoblu alla dura realtà di una lunga stagione in cui tutto può accadere. Scese in campo senza la giusta grinta per arginare una formazione sulla carta abbordabile ma capace, la scorsa domenica, di dare parecchio filo da torcere alla corazzata di Varese, le giocatrici di Zucchi faticano a sostenere l'alto livello di intensità fisica proposto dalle locali. Una difesa ballerina e qualche incertezza di troppo sotto le plance sono gli spunti di riflessione più significativi di una serata in cui il Team 86 riesce comunque a farsi forte del proprio valore tecnico per mettere avanti la testa di 6 punti a 4' dalla sirena finale. Con meno di 100" sul cronometro, Busto Arsizio ha però la forza di ribadire la propria supremazia e quindi strappare una vittoria sulla quale coach Zucchi riflette:«Quella di stasera era una formazione giovane, capace di giocare a mente sgombra e di metterci in difficoltà con la propria fisicità. La nostra difesa morbida e la scarsa determinazione a rimbalzo hanno poi fatto il resto». L'analisi che Stefano Zucchi propone a chiusura di una serata già amara, è uno di quelli che obbligano ad un serio confronto con il proprio ruolo:«Vorrei approfittare di quest'altra delusione per far sapere alle mie ragazze e alla società, la cui fiducia non ha mai vacillato, che sono consapevole del brutto momento che stiamo attraversando e che, per esperienza e dovere, sono il primo a doversi assumere le responsabilità di alcuni atteggiamenti. Trovare la causa di questo momentaneo malessere non è facile, ma ancora più difficile è trovare la soluzione ad un circolo vizioso che ci impone tanta sofferenza anche in allenamento. Sono diverse partite che usciamo dal campo a testa bassa, consapevoli di non aver dato il massimo. L'obiettivo è quello di tornare in campo con il sorriso per onorare questo bellissimo sport».